BASTIA QUALCHE SPIRAGLIO NEL FUTURO DELL’AZIENDA

Crisi Susta, pagato uno stipendio E’ UN ATTO di buona volontà che incoraggia a sperare ancora. L’azienda Susta, o meglio le due nuove Susta «36 e 41», ieri hanno pagato a circa 90 dipendenti uno dei tre salari arretrati. Una boccata d’ossigeno, importante per le decine di famiglie costrette a vivere giornate d’angoscia senza stipendi e senza lavoro, e anche il segnale concreto che le maestranze nella manifestazione davanti alla fabbrica di lunedì mattina avevano richiesto per riprendere a lavorare. Un passo non risolutivo, ma molto importante, anche perché ieri mattina una parte delle dipendenti (la gran parte sono donne) hanno potuto riprendere il confezionamento e la produzione dei capi da consegnare entro questa settimana. L’invocazione dell’operaia, che aveva realisticamente sottolineato la necessità di non perdere clienti, non è caduta nel vuoto ed ha aperto una breccia nei titolari dell’azienda e convinto le banche ad allentare i ‘cordoni della borsa’. «Non possiamo certo illuderci — rileva il segretario CGIL di Assisi-Bastia, Francesco Bartoli — che questo sia un passo decisivo, tuttavia ci incoraggia ad andare avanti. La speranza si fa concreta secondo la linea strategica da noi indicata». Il salario arretrato concede il tempo necessario (almeno fino a tutto agosto) per mettere a punto il piano industriale d’impresa che la Gepafin ha posto come condizione indispensabile.

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